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SKAM ITALIA- STAGIONE 2








Ho scoperto #Skam un bel po' di tempo fa. Cercavo qualcosa che quantomeno mi ricordasse il mio grande amore #Skins , cioè una serie sugli adolescenti vista dagli occhi degli adolescenti, sugli adolescenti che parlano di se stessi. Digitando 'serie simili a #Skins, ecco che come primo nome appare una serie norvegese, il suo nome è #Skam e io non ne avevo mai sentito parlare. Eppure sembra essere famosa in tutto il mondo. Ha una modalità particolare: i protagonisti hanno un profilo social coi loro nomi e cognomi e durante la messa in onda pubblicano qualcosa come se fossero reali. Penso figo, perché io ho sempre voluto che i miei personaggi preferiti fossero reali. Straparlare del niente con Dawson Leery, prendere una birra con Lip Gallagher, sballarmi con Effy Stonem.

Così inizio a guardarlo. Quattro stagioni che finisco in qualcosa come due notti. Bello, penso.

C'è del drammatico, il che mi piace, perché cerco nell'arte sempre quel filo di malinconia che riconduce all'empatia. Eppure c'è anche della leggerezza, qualcosa di sentimentalmente perfetto, di incredibilmente reale. E c'è un modo di parlare del sociale che è qualcosa che non ho mai visto. Proprio come piace a me: si parla del sociale attraverso l'empatia. Wow, pensi, anch'io mi sono sentita così innumerevoli volte anche se non ho passato le stesse situazioni. Ti spiegano benissimo cos'è l'islamofobia, quali sono le conseguenze del revenge porn, come ti fa sentire piccola ed impotente, dell'omofobia e poi ancora quanto sia fondamentale l'amicizia, soprattutto quando ti senti solo al mondo.

Ma il punto è che questa serie è diversa da Skins, che culmina nella tragedia sempre. E allora io stavo lì ad aspettare di piangere ad ogni finale di stagione, e invece Skam porta sullo schermo un lieto fine per ogni finale di stagione che non ti fa pensare 'è scontato..' ma 'è tutto a posto..' ed è una bella sensazione.

Quando è uscito il remake italiano non vedevo l'ora di vederlo ma ero piuttosto scettica. Eppure..

Sto qui a parlarvi della seconda stagione perché è quella che m'è rimasta impressa.

Per due ragioni: 1, aggiunge qualcosa all'originale, 2, prende il meglio dalla serie originale.

Ma soprattutto, lasciando perdere l'originale, mi piace come viene raccontata l'omosessualità e il coming out. Ogni momento di rabbia, ogni momento di delusione, sembra di sentirli sulla pelle. Martino diventa un tuo amico. E la naturalezza con cui i suoi amici accolgono la notizia 'sono gay', è qualcosa che dovrebbero vedere tutti. Il modo in cui il gusto sessuale è soltanto questo, un gusto, qualcosa che non è rilevante davvero, qualcosa che non si deve accettare, perché non c'è niente da accettare.

Avete presente la scena in cui Martino parla con Filippo e gli dice 'io non sono gay gay, cioè non sono come te..'?

'E come sarei io?'..

'Eh.. tu vai al gay pride, metti le camicie colorate, usi Grindr.. insomma, sei un gay evidente..'

Il modo in cui risponde Filippo, che poi tiene fede alla serie norvegese, è la parte che mi ha colpito di più. Mi sembra una riflessione che non sento fare spesso in giro, una riflessione che neppure io avevo mai fatto e il messaggio è importantissimo e di coraggio. Filippo gli dice 'non c'è niente di frivolo nel rischiare la propria vita ogni giorno solo perché sarebbe meglio morire che non essere se stessi.'

Penso cazzo, non c'avevo mai pensato. Perché mi fa un po' schifo quando le persone dicono 'quello lì dovrebbe essere un po' meno gay..' o anche in generale 'meno qualcosa'.


Beh, insomma, la seconda stagione di Skam Italia, nella sua più totale naturalezza, ci racconta cosa significa scoprirsi, non accettarsi e odiarsi, poi però rinascere e capire che tutto quello che abbiamo di più bello siamo noi stessi. Non possiamo sprecarlo tentando di essere qualcun altro!


Ciao, Marzia.

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