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PLEASE LIKE ME


Please like me è una serie divertente. E' una serie che fa ridere. Please like me è una serie profonda. E' una serie che fa piangere. E' una serie profondamente malinconica e profondamente divertente e, di sicuro, è una serie incredibilmente intensa.

Mi piace quando un titolo dice già tutto, sapete. Quando è una fotografia perfetta di quello che andrai a guardare. E in questo caso è proprio così.

'Please like me' è un'espressione che in italiano non si può tradurre letteralmente, ma che di base esprime il bisogno di piacere agli altri, così forte da diventare quasi una preghiera. Tipo: 'Ti prego, fai in modo che io ti piaccia.' E già solo così è un titolo bellissimo. Cioè, è una bellissima frase che esprime un pensiero che ognuno di noi ha fatto almeno una volta nella vita e che io, personalmente, ho fatto un milione di volte. Se la mettiamo tra le labbra del protagonista, Josh, sembra quasi di sentirgliela dire solo guardandolo negli occhi.

Please like me racconta la vita di un ragazzo che a poco più di vent'anni deve fare i conti col tentato suicidio di sua madre (i suoi genitori sono separati) nello stesso momento in cui capisce di essere omosessuale. Insieme a lui ci sono una serie di personaggi a cui non si può non volere bene: la già citata madre, il suo migliore amico Tom, la sua migliore amica, fidanzati vari, suo padre e la sua compagna e tanti altri ancora.

Perché mi è piaciuta? No, ho sbagliato, non mi è solo piaciuta. E' di sicuro una delle serie migliori che io abbia visto negli ultimi anni. Beh, è così perché è una serie che ti racconta l'imbarazzo, la tenerezza degli essere umani, che ti mostra la sensibilità, che ti racconta cos'è essere giovani e diversi dagli altri. Guardi Josh e apprezzi il fatto che sia impacciato, sempre inadatto, lo percepisci, sai cosa significa. Vorresti camminare con lui, abbracciarlo, vorresti cenare con lui e i suoi amici. E' una serie che fa ridere tanto e che fa riflettere altrettanto sulla morte, sull'amore, sull'insicurezza, sulla vita, ecco. E quando qualcosa ti fa ridere e riflettere insieme ecco che si crea la magia della profondità che diventa leggerezza, così com'è la vita: difficile di sicuro, ma anche un sacco divertente.


E poi ho pianto. Non voglio fare spoiler, eh. Ma per me è una cosa eccezionale piangere davanti ad una scena sullo schermo. E allora devo raccontare perché.

C'è questo momento in cui a Josh succede qualcosa, qualcosa di brutto, di veramente brutto, e c'è il suo migliore amico che sta lì e vorrebbe consolarlo, dire qualcosa.

Tu lo guardi e capisci: non sa che cosa dire.

Ti ricordi com'è sentirsi inutili davanti al dolore degli altri. Tipo 'Se potessi questa sofferenza me la prenderei io, ma se potessi. Se potessi, farei in modo di fartela passare, ma se potessi. Il fatto è che proprio non posso. ' Che fa male, che fa male da morire quando vuoi davvero bene a qualcuno.

Ed ecco che Please like me ti spiattella ancora un'altra verità assoluta in faccia: il dolore è personale. Siamo tutti soli, in verità. Per quanto possiamo farci compagnia, per quanto esista l'empatia, io non posso provare ciò che provi tu e nemmeno posso risolverlo, e nemmeno l'amore più grande, no, nemmeno l'affetto più forte e nemmeno l'amicizia più pura potrà mai permettermi di riuscirci.

Tom, il suo migliore amico, alla fine piange e tra le braccia della sua fidanzata dice 'Io non so che fare', cioè 'Io non so che farci', e insieme a lui piangi anche tu, e vorresti entrare nello schermo e dirgli 'Lo sai? Alla fine non importa come, a volte basta solo esserci..'

Mi dispiace per come va la tua vita.












Marzia.

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